Di cosa parla
Il libro ricostruisce uno degli episodi più drammatici della storia della Signoria
dei Trinci e di Nocera Umbra.
Nel 1421 Niccolò e Bartolomeo Trinci, signori di Foligno, vengono uccisi nella
Rocca di Nocera dal castellano Ser Pietro di Rasiglia. Le cronache collocano
all’origine della vicenda una questione privata e d’onore, legata al sospetto di
una relazione tra Niccolò Trinci e la moglie del castellano. Il terzo fratello,
Corrado Trinci, scampato alla congiura, reagisce assediando Nocera e dando luogo
alla successiva vendetta.
Arnaldo Picuti recupera le testimonianze tramandate da Giovanni Sercambi e
Matteo Bandello, mettendo a confronto storia, cronaca e tradizione letteraria.
Sinossi
La strage di Nocera. La vendetta dei Trinci riporta il lettore
nell’Umbria del primo Quattrocento, negli anni in cui la famiglia Trinci domina
Foligno e una parte del territorio circostante.
Al centro del volume è il tragico episodio avvenuto nella Rocca di Nocera nel
gennaio del 1421: l’uccisione di Niccolò e Bartolomeo Trinci per mano del
castellano Ser Pietro di Rasiglia e la successiva reazione del fratello Corrado,
destinata a trasformare un conflitto nato nella sfera privata in un avvenimento
politico di grande risonanza.
Attraverso le testimonianze dei cronisti e degli scrittori che hanno tramandato la
vicenda, il volume ripropone una pagina fondamentale della storia locale, nella
quale si intrecciano il potere della Signoria dei Trinci, le passioni individuali,
l’onore, il tradimento e la vendetta.
Il libro è quindi anche un lavoro di recupero delle fonti e della memoria storica
dell’Umbria, capace di restituire l’atmosfera politica e culturale di Foligno e
Nocera nel XV secolo.
Una ricerca proseguita nel tempo
Arnaldo Picuti è tornato sullo stesso argomento anni dopo. Nel
Bollettino Storico della Città di Foligno XXXV-XXXVI (2012-2013)
ha pubblicato il saggio Dalla Cronaca malatestiana di Gaspare Broglio Tartaglia.
La strage di Nocera del 1421. La vendetta dei Trinci, esaminando una diversa
testimonianza quattrocentesca della vicenda.